
LUMIX DMC G1
Abbiamo parlato un pò di tempo fa della LUMIX G1, la innovativa reflex mirrorless della Panasonic, ora ci chiediamo: ma funziona davvero questa rivoluzionaria macchina fotografica? I fotografi davvero acquisteranno una reflex senza specchio? davvero si rinuncerà alla riflessione ottica dell’ immagine, che è il fondamento delle reflex, per un mirino elettronico ad alta risoluzione EVF?
Belle domande! Nel mondo della fotografia ho notato che, spesso si è restii alle novità rivoluzionarie. Se guardiamo al fatto che ancora oggi, pur avendo un vero e proprio boom del digitale, anche di altissimo livello professionale, molti fotografi parlano ancora di “eresia” e dicono che la pellicola è ineguagliabile…
Di certo la DMC-G1 ha suscitato molta curiosità; ancor di più quindi mi viene da pensare, con grande gioia, che nel mondo della fotografia e delle reflex c’ è voglia di sperimentare ed innovare!
Oggi acquistare la Lumix DMC-G1 però significa anche essere dei “pionieri”. Quindi bisogna accettare di questa macchina i pregi, ma anche i difetti di gioventù! Il famoso mirino ottico ad alta risoluzione EVF (di derivazione video, con pannello LCOS, frequenza di 180 frame/s, risoluzione equivalente 1.440.000 pixel, fattore di ingrandimento 1,4x), presenta comunque il tipico modus operandi dei mirini da videocamera, seppur con una altissima qualità visiva e non raggiunge comunque la qualità di un mirino a pentaprisma. Quindi con qualche problema di scalettatura nelle diagonali ed in condizioni di scarsa luce, il rumore e la frequenza di refresh peggiorano notevolmente. In fin dei conti il mirino elettronico è una novità relativa, poichè già presente sulle bridge ed appunto sulle videocamere; la novità invece è probabilmente l’ottica intercambiabile su questa segmento di macchine fotografiche!
Chi acquista la G1 oggi, deve anche adattarsi a convivere con un’ altra delle novità di Panasonic, ovvero il Micro Quattro Terzi. Di ottiche con questo attacco a listino Panasonic ce ne sono soltanto due: un 14-45 mm f/3,5-5,6 e un 45-200mm f/4-5,6. Di certo nel tempo le cose cambieranno, ma per ora…anche la presunta compatibilità con le ottiche del fratello maggiore Quattro Terzi, tramite un anello adattatore, in realtà, comporta moltissimi compromessi e spesso l’impossibiltà di utilizzo dell’ autofocus.
Se guardiamo invece alla qualità di ripresa la LUMIX non si smentisce. Le immagini sono paragonabili ad APS-C di livello superiore e con uno strabiliante rumore contenuto fino a 1600 ISO. Il CMOS formato 4:3 da 13,1 megapixel, grazie all’ ottimo lavoro degli ingegneri della Panasonic produce immagini JPEG molto buone e con grande quantità di dettagli. Il corpo non è dei più robusti e le finiture effetto morbido, non sono eccelse e bisognerà attendere per vedere nel tempo quanto saranno resistenti. Il monitor TFT LCD da 3 ” (circa 460.000 pixel) è collocato su un’ interessante supporto orientabile, per poter scattare anche in posizioni dove non è possibile guardare nel mirino. Live-view ad analisi del contrasto presente e con face detection. Inoltre questa macchina possiede una tecnologia chiamata iA (intelligent auto mode), che riconsce in automatico la scena: ovvero panorama piuttosto che ritratto, regolando quindi alcuni parametri in automatico, come ad esempio gli ISO. Insomma moltissime funzioni elettroniche e qualcuna anche non usuale per una reflex. A questo punto una domanda: ma stiamo parlando di una Reflex?
Non voglio addentrarmi in giudizi ulteriori…comunque la LUMIX DMC-G1 è un’ ottima macchina, che probabilmente in una scala da 1 a 5 raggiungerebbe un livello di 4 per costo/prestazioni. Al PMA Panasonic ha inoltre annunciato anche la DMC-GH1, che presenta in più un Movie mode Full HD 1080/24p e altre piccole differenze.
Vedremo come evolverà questa tecnologia del mirrorless…Intanto rumors dicono, che anche altre case pare siano interessate a questa rivoluzione tecnologica, il tempo ci dirà chi ha ragione!













